La luna naviga tra Calder e Melotti

Venezia. Lune o gondole in navigazione nello spazio? Oppure culle o amache mosse da un impercettibile alito di vento? Mezzelune o giostrine giocattolo, virgole che proiettano luci e ombre
in un ritmo di ninna nanna?
Sono le nuove opere di
Luciana Cicogna che dal nostro
più prossimo satellite,
da sempre associato all’iconografia di purissime divinità femminili,
ha fatto il simbolo e la forma ricorrente della sua ricerca.
Nella Galleria Arché, sino al 29 febbraio, se ne vedono esiti
recenti in un insieme nel quale
la preziosità del trattamento
pittorico di queste «Lune alchemiche» è unita a un’apertura scultorea e installativa (nella foto, «Lune sospese», 2019, in foglia d’oro e d’argento). Chi le vede pensa inevitabilmente ai «mobiles» di Alexander Calder, ma nel cielo dell’artista veneziana non sembra incongrua l’apparizione di Fausto Melotti.

F.F.