La carta è femminile

Humlebæk (Danimarca). Nancy Spero (1926-2009) è stata una delle prime donne a contestare il dominio maschile nel settore artistico. In un tempo in cui gli Stati Uniti diventavano la patria dell’Action painting e dell’Espressionismo astratto, negli anni ’50 la pittura della Spero si anima di figure umane caratterizzate da note scure: sono i famosi «Black Paintings», abitati da corpi evanescenti immersi in ambienti tetri. Dopo cinque anni a Parigi, la Spero torna negli Stati Uniti a metà degli anni ’60, in piena guerra del Vietnam: inorridita, l’artista realizza la «War Series» (1966-70), composta da 150 opere in cui il corpo si fonde con immagini di guerra (nelal foto, «Male Bomb», 1967). Convinta del suo impegno nelle questioni di genere, già in giovane età l’artista decide di abbandonare la pittura a olio, considerandola connotata come mezzo d’espressione maschile e sostituendola con la carta, più delicata e maneggevole. Formatasi presso l’Art Institute di Chicago, Nancy Spero si è dedicata alla rappresentazione della figura femminile attraverso i secoli, dando vita a una nuova prospettiva della Storia (dell’arte) nella quale la donna è protagonista. Frutto di una precisa presa di posizione politica e sociale, questa ricerca si è tradotta in una progressiva censura della figura maschile, prima bandita e poi direttamente ignorata. L’esposizione presso il Louisiana Museum (fino al 16 aprile) è realizzata in collaborazione con il Museo Folkwang di Essen, in Germania, e sostenuta dalla Terra Foundation for American Art.

Bianca Bozzeda