Il nomade si ferma a Fermo

Fermo. Da un pub a Belfast nel 1968 a un padre con il neonato a Dakar nel 1970 fino ai ragazzini a piedi verso la scuola nella Pianura Padana nel 1964, si desumono empatia e partecipazione umana negli scatti raccolti in «Mario Dondero. Le foto ritrovate. Inediti dall’archivio della vita». La rassegna è in uno spazio espositivo ricavato nella stazione dei pullman che il Comune ha voluto chiamare Terminal Mario Dondero poiché il fotoreporter nomade, nato nel 1928 a Milano, si trasferì nella città marchigiana nel 1998 ed è morto nel vicino borgo di Petritoli nel 2015. La mostra, aperta fino al 1° marzo, organizzata dal Comune con più enti e da Sistema Museo, comprende un’ottantina di foto: le hanno selezionate Laura Strappa, Pacifico D’Ercoli, Fernando Felicetti, Andrea Del Zozzo, Diego Pizi, responsabili della Fototeca Provinciale di Fermo che custodisce l’archivio Dondero. Da questa miniera con centinaia di migliaia di immagini i selezionatori hanno estratto sette filoni tematici: Africa, Artisti, Borse valori, Cuba (nella foto, «Graffiti. L’Avana», 1992), Irlanda, Scuola e Teatro. Così l’archiviazione iniziata con Dondero in vita prende gradualmente forma.

Stefano Miliani