Gironzolando leggero fotografo anime disperse

Berlino. Un anglo-nigeriano trapiantato a Berlino racconta con la camera analogica mondi di anime disperse nelle grandi città del pianeta: è Akinbode Akinbiyi, nato a Oxford (1946), cittadino del mondo per le infinite peregrinazioni tra Lagos, Ibadan, Lancaster, Heidelberg, Kinshasa, Il Cairo, Dakar, Johannesburg e infine Berlino, che ha scelto come patria adottiva. La capitale tedesca ne ricambia ora l’affetto allestendo la mostra «Sei canzoni, turbinando con grazia nell’aria tesa», al Martin Gropius Bau dal 7 febbraio al 17 maggio. «Grazia» è davvero la parola chiave del suo modus operandi: «Mi sono mosso lentamente, delicatamente per 40 anni; mai provando a penetrare lo spazio intimo di altre persone per fare loro delle foto, piuttosto compiendo una sorta di danza, gironzolando leggero tra le loro varie stanze», racconta Akinbiyi stesso. In mostra l’acclamata serie «Lagos: All Roads» e la nuova, berlinese «African Quarter – Photographs» ancora in fieri e per un tuffo necessario nel poco noto passato colonialista tedesco, narrando la diaspora africana e le comunità afrotedesche in città, in particolare nel quartiere di Wedding; il tutto in bianco e nero. Nella foto, «Bar Beach, Victoria Island, Lagos» (dalla serie «Sea Never Dry Photograph», 2006).

Francesca Petretto