Gae italiana mondiale

Weil am Rhein. Fra le diverse mostre che il Vitra Museum ospita in contemporanea c’è per il pubblico italiano di appassionati la doppiamente imperdibile «Gae Aulenti. Un universo creativo», dal 29 febbraio al 28 giugno. Gaetana «Gae» Aulenti (1927-2012), è stata una delle pochissime architette-designer italiane a diventare famosa nel secondo dopoguerra ed è proprio grazie ad alcuni suoi celebri progetti, come la serie «Locus Solus» (1964) e la lampada «Pipistrello» (1965) per lo showroom Olivetti a Parigi, che l’Italia è diventata la regina del design internazionale dagli anni Sessanta in poi. Per non parlare poi dei suoi più noti lavori di architettura, su tutti il progetto della consacrazione (1980-86) con la conversione dell’ex stazione ferroviaria Gare d’Orsay nel Museo dell’Impressionismo a Parigi, quello per l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo (2005) e l’ultimo di restauro e trasformazione in polo culturale polifunzionale del Palazzo Branciforte a Palermo (2012). Veramente poliedrica, come avrebbe detto Ernesto Nathan Rogers capace di progettare «dal cucchiaio alla città», allestendo mostre, scenografie teatrali, ideando alcune perle di design d’interni, dedicandosi, soprattutto negli anni ’50, al restauro e all’insegnamento a livello accademico, Gae Aulenti è stata raffinata rappresentante di successo del marchio made in Italy nel mondo. Nella foto, Gae Aulenti fotografata nel 1989 da Hans Visser.

Francesca Petretto