Frieze hollywoodiana

Los Angeles. Dopo l’appuntamento londinese di ottobre, dal 14 al 16 febbraio Frieze torna a Los Angeles per la seconda edizione della fiera nella megalopoli californiana. Medesime la location, i Paramount Pictures Studios di Hollywood, e la direzione artistica, sotto la supervisione di Bettina Korek. Circa 70 le gallerie partecipanti (meno della metà rispetto a Frieze London); fra le new entry, Gavin Brown’s enterprise (New York/Roma), Gladstone (New York/Bruxelles), Goodman (Londra/Johannesburg/Città del Capo), Skarstedt (New York/Londra) e Xavier Hufkens (Bruxelles). Tre, invece, le italiane: le milanesi Kaufmann Repetto e Massimo De Carlo, e la torinese Franco Noero. Novità del 2020 è Focus LA, piattaforma che raccoglie gli stand di 13 gallerie locali emergenti, fra cui as-is.la, Charlie James Gallery e Various Small Fires; mentre Deutsche Bank, sponsor principale della fiera, lancia il Frieze Los Angeles Film Award, la cui mission è supportare giovani filmmaker losangelini. Frieze Projects, la sezione più innovativa, mette in scena i progetti di 16 artisti, tra installazioni site specific, video e performance. «Per questa seconda edizione di Frieze Projects volevamo rendere più globale la selezione degli artisti, riflettendo nello specifico sulla relazione tra Los Angeles e le Americhe», spiegano le curatrici Rita González e Pilar Tompkins-Rivas. Fra i lavori esposti, un video di Jonathas de Andrade, che offre un ritratto della popolazione brasiliana al di là di suddivisioni di genere, classe e razza, e i banner di Gabriella Sánchez, intrisi di riferimenti culturali chicani. Nella foto, un intervento di Barbara Kruger nell’edizione 2019 di Frieze Los Angeles.

F.Flo.