Coraggio, Terra!

Lo scorso dicembre la rivista «Time» ha nominato persona dell’anno Greta Thunberg. La sedicenne svedese attivista per il clima, diventando la più giovane personalità scelta dal magazine, ha dimostrato ancora una volta quanto la questione ambientale sia ormai cruciale nel dibattito globale. Un tema, quello dell’ecologia, che ha preso sempre più piede anche in ambito artistico. Non a caso, dal 6 febbraio al 9 aprile, la Fondazione Pastificio Cerere in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma ospita una mostra di Diana Lelonek (Katowice, 1988) dal titolo «Buona Fortuna», un augurio ironico e amaro rivolto al genere umano che, nel prossimo futuro, dovrà vedersela con il global warming e i disastri ambientali. La Lelonek, infatti, con il suo lavoro solleva la questione dell’impatto umano sulla natura riflettendo sul concetto di Antropocene, mixando studi botanici e biologici con l’ecoattivismo e restituendo le sue riflessioni attraverso fotografie, installazioni e oggetti abbandonati di uso quotidiano. Il percorso espositivo, articolato tra lo spazio superiore del silos e quello sotterraneo dello Spazio Molini (il nuovo ambiente espositivo del Pastificio Cerere, da poco inaugurato), presenta i risultati della ricerca condotta dall’artista in due luoghi lontani uno dall’altro e apparentemente non correlati: l’Alta Slesia, una regione industriale polacca, e i ghiacciai alpini del Rodano, dell’Aletsch, del Monteratsch che diventano protagonisti di una installazione sonora ambientale. La mostra è a cura di Jakub Gawkowski, giovane curatore attento ai temi dell’attivismo politico (nella foto «Senza Titolo», dalla serie «Yesterday I met a really wild man», 2015).

Silvano Manganaro