Commedie di Eduardo

Parigi. «La pittura è in qualche modo letteraria. È in questo senso che lavoro sui miei temi. C’è un’inizio, una fine, dei personaggi, l’ambiguità tipica dei romanzi», aveva spiegato Eduardo Arroyo nel 2017. L’artista spagnolo, figlio della guerra, esponente di spicco del movimento della Figurazione narrativa ma anche scrittore, aveva cominciato alcuni anni prima, nel 2014, a lavorare sul tema della memoria e a costruire una sorta di autobiografia a partire da un testo che conosceva molto bene e che lo ispirava: la Comédie humaine, complessa opera letteraria composta da oltre 140 testi, tra romanzi, novelle e saggi, che Honoré de Balzac compose come un tutto tra il 1830 e il 1856. Arroyo aveva così realizzato una serie di ritratti, dei personaggi dei romanzi ma anche di Balzac (uno nella foto), in parte presentati per la prima volta nel 2015 a Madrid. La serie è incompiuta: l’artista è morto a 81 anni il 14 ottobre 2018 nella sua Madrid. Quei lavori sono ora esposti («La Commedia umana di Eduardo Arroyo», dal 6 febbraio al 10 maggio) alla Maison de Balzac, la casa parigina dove lo scrittore visse tra il 1840 e il 1847 e lavorò senza sosta al suo capolavoro. Il progetto di Arroyo, ha spiegato il museo (di recente al centro di ampi lavori di ristrutturazione), era di preparare un’edizione illustrata della Comédie humaine: sarebbe stato «il primo tentativo di illustrare l’opera da parte di un grande artista».

Luana De Micco