Che suono fa il becco del picchio

Bergamo. Anticipata da una mostra presso il Dipartimento di Architettura del Paesaggio della Harvard Graduate School of Design, dal 13 febbraio al 18 maggio la GAMeC ospita la ricerca vincitrice della quinta edizione dell’Italian Council: «Il suono del becco del picchio» di Antonio Rovaldi. Promosso grazie alla collaborazione con il Kunstmuseum di San Gallo e Magazzino Italian Art di Cold Spring (NY), oltre che con l’università citata, il progetto si compone di diversi elementi attraverso cui l’autore cerca di raccontare New York, luogo talmente iconico da rendere difficile ogni tipo di approccio che voglia uscire dai cliché più ricorrenti. Rovaldi, tuttavia, ci prova utilizzando una pratica che ritorna spesso nel suo lavoro, vale a dire lo spostarsi fisicamente da un punto all’altro dello spazio da indagare, seguendo però il percorso più esterno, ai margini del perimetro della città. Nel tragitto, svolto camminando, ha attraversato i cinque quartieri che compongono la Grande Mela (nella foto, «April 15, 2017. 41st Rd and 10th St, Queens»), documentandone le prerogative e utilizzando il linguaggio fotografico per raccontare una realtà sconosciuta, fatta di zone incolte a cui è difficile accedere, aree lagunari, l’oceano che interrompe il verde della natura e svincoli autostradali che tratteggiano confini ben definiti. Un ulteriore livello di lettura è dato dalle mappe disegnate dall’architetto paesaggista Francesca Benedetto, e da un’installazione sonora. In quest’occasione il progetto si aprirà a nuove azioni che, a partire dall’esperienza newyorkese, si concentrano sulla città di Bergamo: una serie di laboratori, escursioni, esplorazioni, incontri e conferenze che diventano lo stimolo per ripensare il margine come elemento propulsore di idee e sguardi. La mostra è a cura di Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC assieme alla stessa Francesca Benedetto e a Steven Handel, entrambi dell’Università di Harvard.

Monica Poggi