Basta nero, avanti pop

Parigi. Fiona Rae espone fino al 7 marzo i suoi ultimi lavori alla galleria Nathalie Obadia. La mostra «Abstracts» allestisce una serie inedita di tele e opere su carta «più intime», studi preliminari alle sue pitture realizzati a gouache o acquerello, raramente presentati al pubblico. L’artista britannica, nata a Hong Kong nel 1963, vive e lavora a Londra, dove si è diplomata al Goldsmith College e ha fatto parte dei Young British Artists. Nel Regno Unito, dove è molto attiva, le sue opere sono state esposte nel 2017 sia alla Royal Academy of Art che al Birmingham Museum and Art Gallery. L’universo pittorico di Rae rientra in uno stile pop-astratto che si alimenta di molteplici riferimenti, dalla cultura popolare al digitale, dalle visioni surrealistiche di Yves Tanguy agli elementi figurativi ludici di Takashi Murakami ispirati ai manga. Dal 2014 le sue tele sono coreografie al limite del figurativo con arabeschi pittorici raffinati come calligrafie, in linea con la sua idea di pittura intesa come «magia romantica». In un primo tempo ha privilegiato i toni del grigio, eliminando poi il nero a favore del colore, soprattutto i toni pastello. Ne emergono immagini ovattate e surreali. «Ritengo che questi quadri siano i discendenti contemporanei dei pionieri modernisti dell’astrazione, come Kandinskij, passando più per la Pop art che per l’Espressionismo, dice. Le mie tele sono iperastratte (…). Una pittura astratta è per definizione “una descrizione così viva o grafica da suggerire un’immagine mentale”. Al contempo essa allontana lo spettatore dalla sua contemplazione d’immagini mentali vive, poiché insiste sulla sua presenza immediata nel mondo». Nella foto «Abstract 5», 2019.

Luana De Micco