Il gigante col pallino dell’Egitto

Padova. La città natale di Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) ne celebra la singolare figura con una mostra allestita fino a giugno nel Centro culturale Altinate di San Gaetano. Belzoni, dagli umili natali, e privo di una vera e propria formazione scientifica, ebbe una vita degna d’un romanzo d’avventure tanto da non far apparire così improbabile che per la figura di Indiana Jones George Lucas si sia ispirato proprio a lui e ai suoi Viaggi in Egitto e in Nubia pubblicati a Londra attorno al 1820. Fra i numerosi spostamenti del padovano, compaiono Roma (dove compie studi d’ingegneria idraulica e si appassiona all’archeologia), Parigi e Londra, città in cui Belzoni si esibisce, forte della sua prestanza fisica, al teatro Sadler’s Wellls come novello Sansone per mettersi successivamente al servizio del governatore d’Egitto Muhammad Ali, offrendo il proprio contributo per le opere idrauliche nella valle del Nilo. Ma sarà il contatto con il console in Egitto Henry Salt a portarlo a compiere numerose ricerche e imprese archeologiche per conto del governo britannico. A lui si deve il successo del trasporto, da Tebe, del colossale busto di Ramses II (oggi al British); la scoperta della Tomba di Sethi I (Valle dei Re); le ricognizioni ad Abu Simbel e l’accesso alla piramide di Chefren a Giza, solo per citare alcune delle sue imprese. La mostra «L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle Piramidi» propone al grande pubblico i tre viaggi dell’italiano nella terra dei Faraoni (1816-17-18) utilizzando sia percorsi multimediali e immersivi, sia allestendo reperti ritrovati da Belzoni stesso (nonché da Bernardino Drovetti e Henry Salt), il tutto corredato anche da immagini tratte dalle tavole illustrate del libro belzoniano. Tra i soggetti prestatori anche il Museo Archeologico Nazionale di Firenze (da cui giunge il rilievo raffigurante la Dea Maat, Valle dei Re, Tomba di Sethi I, Nuovo Regno, 1293-1297 a.C., nella foto) e l’Egizio di Torino (da cui provengono la mummia di gatto di epoca tolemaica, IV-II sec. a.C. e il coperchio del sarcofago mediano di Padiamenemope di epoca tarda, 712-656 a.C.).

Veronica Rodenigo