Il dittattore folle

In coda al quarto centenario della scomparsa di Ludovico Carracci (Bologna, 1555-1619), Genus Bononiae a Palazzo Fava celebra uno dei massimi artisti emiliani, autore di cicli notissimi con i cugini Agostino e Annibale, con una mostra-confronto e una pubblicazione. Palazzo Fava, infatti, conserva due dei principali fregi del trio, quelli con le storie di Giasone e Medea e di Enea, primo lavoro su commissione eseguito a partire dal 1584: su queste pitture esce ora una guida a cura di Angelo Mazza (Maggioli Edizioni) con le immagini fotografiche scattate da Carlo Vannini. Sotto gli affreschi i curatori Benedetta Basevi e Mirko Nottoli hanno raccolto 31 opere tra dipinti, sculture e installazioni per la mostra «Il fregio dei Carracci.Opere a confronto», visibile fino al 16 febbraio. Vi si vede per la prima volta «Il Dittatore folle» (nella foto) di Galileo Chini, dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler a Firenze nel 1938. Sono inoltre allestiti, tra gli altri lavori, due nudi di Nicola Samorì, una «Battaglia» di Giuseppe Maria Crespi, una «Salomè» di Mimmo Paladino e, ancora, opere di Fortunato Depero, le «Pietre Alpestri» e una scultura luminosa di Marco Lodola.

S.L.