Corpo femminile: meglio performance o fotografia?

«Al centro del mio lavoro c’è il corpo femminile. Io però volevo restituirgli alcune caratteristiche che gli erano state sottratte». Da queste premesse nascono buona parte dei lavori di Valie Export, fra cui «Body Configurations», immagini realizzate fra il 1972 e il 1982 dove l’artista austriaca interagisce con il paesaggio urbano adattandosi a esso attraverso posture forzate. «Che posto occupano le donne all’interno dello spazio pubblico?», ci interroga l’artista. Una domanda che guida la mostra «3 Body Configurations», a cura di Fabiola Naldi e Maura Pozzati, dal 18 gennaio al 18 aprile presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Oltre alla serie da cui deriva il titolo, l’esposizione comprende 38 fotografie di Claude Cahun, inedite in Italia, e un progetto degli anni ’80 di Ottonella Mocellin (nella foto, «Who killed bamby», 1997). Le ricerche di queste artiste nascono dall’indagine dei confini di genere e dellele possibilità espressive date alle donne all’interno del contesto pubblico e privato. In tutti e tre i casi la componente performativa è centrale e la fotografia diventa solo l’atto finale di un processo che vede nella presenza del corpo dell’artista un elemento imprescindibile. q Monica Poggi