Concetti lunari

A 50 anni dal celebre «piccolo passo per un uomo, un grande salto per l’umanità» compiuto da Neil Amstrong sulla Luna, «Novecento lunare» a Palazzo Vecchio (fino al 15 gennaio), celebra tale ricorrenza con quattro artisti le cui ricerche rimandano alla percezione di spazi infiniti e di dimensioni altre da quella terrena. Il progetto di Museo Novecento, a cura di Sergio Risaliti, riunisce infatti opere che, nel riassumere momenti cruciali della stagione dell’informale e dell’astrazione del secondo dopoguerra, si legano tra loro, creando esse stesse una costellazione. Di Lucio Fontana, l’artista che fin dal «Manifesto Blanco» del 1946, prese atto delle scoperte della scienza e affidò all’arte la conquista illusoria dello spazio infinito, figura un «Concetto spaziale» del 1961, tela dal tono celestiale nella quale i buchi tracciano l’orbita ellittica di un pianeta. L’afflato cosmico sempre espresso da Eliseo Mattiacci si concretizza nell’installazione «Riflesso del cielo» del 1989, mentre la poetica cometa di Fausto Melotti richiama la ritmica perfetta delle sfere celesti. Infine la «Superficie lunare» di Giulio Turcato del 1971, evoca la materia stessa del suolo lunare, ma in una forma preziosa e lucente. Il progetto si inserisce in «F-LIGHT 2019» il festival delle luci del Comune di Firenze, che vede anche nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio il progetto «Marco (I Mark)» di Grazia Toderi (fino al 6 gennaio).

Laura Lombardi