30 anni in 30 opere

Santiago de Compostela (Spagna). Il Centro Galego de Arte Contemporánea (Cgac) ripercorre trent’anni di carriera di Pedro Cabrita Reis (Lisbona, 1956) in una mostra, curata da Susana González e dal direttore del centro Santiago Olmo, che riunisce le sue serie più rappresentative. La rassegna, aperta fino al 2 febbraio, si articola in una trentina di opere dieci delle quali sono state realizzate specificamente per l’occasione e due interventi site-specific all’esterno dell’edificio disegnato da Alvaro Siza.Come indica il titolo «WORK (always) IN PROGRESS», la mostra illustra e analizza il processo di creazione di Cabrita Reis, «risultato di una riflessione plastica e filosofica permanente, che oscilla tra premesse ontologiche e approcci empirici», secondo i curatori. Il lavoro di Cabrita Reis si basa sulla riflessione antropologica del comportamento sociale attraverso lo spazio e il tempo, ma oltre la prospettiva scientifica dell’analisi sociologica, il suo metodo si fonda sulla capacità di concepire il mondo in forma simbolica» spiegano, assicurando che per riflettere sugli elementi essenziali della vita, l’artista utilizza un ingranaggio concettuale collegato alle idee filosofiche di transitorietà, esistenza e memoria.
«L’universo della vita quotidiana è il più ricco dal punto di vista poetico» afferma Cabrita Reis, che ha sempre considerato vita e creazione due parti di un tutto unico. Per questo l’objet trouvé è uno dei grandi protagonisti del suo linguaggio, come le 70 ruote riciclate che accolgono i visitatori nella hall del Cgac e li introducono in un mondo dove disegno, pittura e scultura si uniscono per indagare la relazione tra l’essere umano e la natura.

Roberta Bosco