Vezzoli tra Des Esseintes e D’Annunzio

L’artista bresciano curatore d’eccezione nel nome di Huysmans

Parigi. Dopo la «carta bianca» alla Collection Lambert di Avignone (cfr. n. 396, apr. ’19, «Il Giornale delle Mostre», p. 23), Francesco Vezzoli è ora ospite del Musée d’Orsay. L’artista bresciano, 47 anni, cura, insieme a Stéphane Guégan, consigliere scientifico del museo, e André Guyaux, professore alla Sorbona, la mostra «Joris-Karl Huysmans. Da Degas a Grünewald» (fino all’1 marzo). Huysmans (1848-1907) è uno dei padri del Decadentismo europeo. Il suo romanzo À rebours (Controcorrente), nel 1884, influenzò tanto Oscar Wilde che Gabriele D’Annunzio. Personaggio complesso, Huysmans si interessò anche alla magia e al satanismo, fu teorico del naturalismo e critico d’arte, ammiratore di Degas e dei primitivi, soprattutto di Mathias Grünewald. Gli spunti che Vezzoli trae dall’opera di Huysmans lo rinviano a una dimensione più «familiare», creando un parallelo tra il protagonista di À rebours, Des Esseintes, uomo raffinato ed eccentrico, e D’Annunzio, che lo prese a modello fin nella realizzazione del Vittoriale degli Italiani, la casa museo di Gardone-Riviera. Il percorso della mostra si articola in tre sezioni. La prima sugli anni 1876-83 segnati per Huysmans dalla scoperta di Degas al Salone degli impressionisti. Sono esposte anche opere di Henri Gervex, Caillebotte, Monet, Manet. La seconda è incentrata sugli anni 1884-89, il gusto per Gustave Moreau, Odilon Redon, Félicien Rops, i disegni di Victor Hugo e l’allontamento da Puvis de Chavannes. L’ultima sezione è dedicata ai primitivi e alla scoperta determinante di Grünewald, autore dell’Altare di Issenheim (1512-16). La mostra sarà al Musée d’art moderne et contemporain di Strasburgo dal 3 aprile al 19 luglio 2020.