Venere in vinile

Londra. Per l’edificio della Serpentine Sackler Gallery, l’artista inglese di stanza a Los Angeles Patrick Staff ha concepito un ambiente distopico e spettrale. Immersi in una luce gialla e soprannaturale, gli spazi della galleria sono attraversati da una rete di tubi sospesa che lentamente rilascia gocce di acqua mista a sostanze acide: metafora di un corpo intossicato, sanguinante, vittima di una contaminazione chimica. Ad accrescere l’effetto sinistro dell’installazione vi è la superficie in vinile riflettente che ricopre interamente i muri e i pavimenti; i corpi dei visitatori, riflessi dai fogli di vinile, sono così alterati e privati di ogni connotazione umana. «On Venus», visitabile fino al 9 febbraio, è un’aspra riflessione sulla condizione contemporanea e sulle conseguenze di un dissennato sfruttamento delle risorse naturali e animali. Cuore del progetto è il video che porta lo stesso titolo della mostra: un surreale montaggio di riprese di allevamenti intensivi, parzialmente rimaneggiate e alterate da Staff, come fossero violente visioni della vita su un altro pianeta. Completa l’installazione una serie di acqueforti su lastre di metallo che riproducono articoli sull’assassino Ian Huntley: lavori che esplorano il nesso tra «postverità» e giornalismo contemporaneo.

F.Flo.