Universi intoccabili

Wolfsburg. L’artista giapponese Ryoji Ikeda (1966) sarà ospite dal 7 dicembre al 29 marzo del Kunstmuseum Wolfsburg con una personale intitolata appunto «Ryoji Ikeda. Data-Verse». Pluripremiato, Ikeda riesce coi suoi lavori mix di arte-scienza-luci-musica elettronica a rendere acusticamente e visivamente tangibili gli universi digitali che ci circondano, ciò che pur dominando la nostra società in inarrestabile digitalizzazione, ancora, se non nei film alla «Matrix», non possiamo toccare coi cinque sensi di qua dallo schermo. Le sue installazioni hanno origine nella matematica, nella fisica e nella biologia, ma anche in filosofia e musicologia: la fusione digitale di arti e scienze dà vita a un mondo che rende comprensivi e percepibili set di dati e calcoli astratti di cui senza saperlo, con uno smartphone in mano o davanti a un computer, ci occupiamo quotidianamente. Per Wolfsburg ha ideato due nuove proiezioni di grande formato appositamente allestite per il Kunstmuseum: il versetto 1 (attualmente alla Biennale di Venezia sarà adattata alla nuova location tedesca) e il versetto 2 (ancora inedito) con produzione sponsorizzata da Audemars Piguet. Nella foto, «data-verse 1» (2019).

Francesca Petretto