Una giovane ancora in cerca d’identità

Reggio Emilia. Fino all’8 marzo i Chiostri di San Pietro accolgono il «Ritratto di giovane donna» del Correggio (Antonio Allegri, 1489-1534), conservato all’Ermitage di San Pietroburgo. Eseguita intorno al 1520, l’opera rientra temporaneamente in Italia grazie a un accordo tra Fondazione Palazzo Magnani, il Comune, l’associazione Ermitage Italia e Villaggio Globale International. Il notissimo ritratto è ancora al centro di studi, riguardanti la committenza nonché le vicende collezionistiche precedenti al suo arrivo nella raccolta del principe Jusupov in Russia, ai primi del Novecento. I misteri, come spiegano in mostra i curatori Claudio Franzoni e Pierluca Nardoni, sono molti, primo tra tutti la scritta che corre lungo il bordo della tazza d’oro nelle mani della giovane. Si tratta di una citazione dell’Odissea (in mostra al fianco del dipinto c’è un’edizione del 1524 del poema omerico) che testimonia quanto l’anonimo committente fosse appassionato di letteratura classica. Anche l’identità della donna è sconosciuta: secondo Roberto Longhi si tratterebbe della poetessa Veronica Gambara.

Stefano Luppi