Tutti a scuola da Michelangelo

Cleveland. Da Raffaello al Ghirlandaio, a Tiziano, fino a Giulio Romano, Parmigianino, e poi Rubens e Bernini è difficile riuscire a raggruppare tutti coloro, grandissimi, la cui arte fu profondamente influenzata dal genio di Michelangelo. Un tentativo lo fa il Cleveland Museum of Art che, accanto alla mostra «Michelangelo: Mind of the Master» (cfr. n. 400, set. ’19, p. 29) presenta, fino al 23 febbraio, «Maestro/Apprendista: Imitazione e Ispirazione nel Rinascimento», che, attingendo a opere delle proprie collezioni, esplora l’influenza del genio sugli artisti del suo tempo, e non solo. L’attenzione è rivolta in particolare al circolo dei fiorentini contemporanei del maestro, al modo in cui questi guardarono ai suoi capolavori e, in particolare, studiarono il suo approccio alla resa dell’anatomia umana. Ma guarda anche agli artisti più giovani rispetto alla generazione di Buonarroti e, in questo caso, evidenzia come eddi ne rielaborarono la lezione, ne reinterpretarono gli insegnamenti e crearono un nuovo modo di dipingere e scolpire. La mostra inoltre, comprende disegni e stampe relative ad alcuni dei progetti architettonici più importanti di Michelangelo insieme alla documentazione che rispecchia l’enorme impatto che la sua opera ebbe sul disegno urbano della città di Roma. Nella foto, «Studio di un torso scorticato» (1554) di Bartolomeo da Arezzo.