Stile inglese

Norman Parkinson, innovatore della fotografia di moda

La Coruña (Spagna). La foto del 1939 di Pamela Minchin immortalata per «Harper’s Bazaar» mentre salta in costume da bagno sull’isola di Wight, apre la mostra che la Fundación Barrié di La Coruña dedica al fotografo Norman Parkinson (Londra, 1913 – Malesia, 1990), cronista e attore dell’evoluzione della fotografia di moda per più di cinquanta anni, dalla fine degli anni Trenta fino alla sua morte. A proposito di quello scatto, Parkinson diceva: «Mi ha confermato che dovevo dedicare il resto della mia vita alla fotografia. Sono stato totalmente abbagliato dalla sua magia». E così è stato, come dimostrano le 80 immagini che compongono la rassegna «Norman Parkinson: sempre con stile», aperta fino al 19 gennaio. Curata da Terence Pepper, responsabile di Fotografia della National Portrait Gallery di Londra per più di quarant’anni, la mostra ripercorre la carriera di Parkinson: dall’abbigliamento austero del dopoguerra, passando per il New Look parigino degli anni Cinquanta e la Swinging London dei Sessanta, fino al glamour degli anni Settanta e all’immagine androgina degli Ottanta.
Parkinson cambiò l’estetica convenzionale in una rivoluzione tranquilla ma sostenuta, che iniziò quando portò le sue modelle fuori dallo spazio statico e controllato dello studio per fotografarle in scenari di vita reale e luoghi esotici. Tra le sue muse spiccano sua moglie Wenda Parkinson e modelle come Jerry Hall, Iman e Carmen Dell’Orefice, con cui lavorò quarant’anni. Oltre ai reportage di moda, scattò foto iconiche dei Rolling Stones e dei Beatles e di stilisti come Yves Saint Laurent, Hubert de Givenchy, Jean Muir e Zandra Rhodes (cfr. lo scorso numero, «Vernissage», p. 14).

Roberta Bosco