Sterline per Tut

Londra. Dopo la tappa parigina al Grand Palais, dove da marzo a settembre è stata visitata da un milione e trecentomila persone (cfr. n. 395, mar. ’19, p. 53), la mostra «Tutankhamon, Tesori del faraone d’oro» è approdata alla Saatchi Gallery (fino al 3 maggio), sede normalmente votata all’arte contemporanea e che per l’occasione affitta i locali a Img, International Management Group, responsabile dell’organizzazione in collaborazione con il Ministero egiziano delle antichità. Una collocazione insolita per una mostra archeologica, scelta forse per la sua notorietà nel mondo dell’arte e con l’intento di raccogliere quei 10 milioni di dollari che sono stati già incassati a Parigi. E che dovrebbero confluire nelle casse del Grand Egyptian Museum di imminente apertura a Giza (cfr. n. 392, dic. ’18, p. 63). I prezzi dei biglietti di ingresso sono da capogiro: 37,40 sterline per l’ingresso nelle ore di punta. Prima di arrivare in Europa, il tour espositivo è stato aperto al California Science Center di Los Angeles nel 2018 e dopo Londra, sarà la volta del Museum of Fine Arts di Boston e successivamente di altre tappe tra cui l’Australian Museum di Sydney, e Paesi come Giappone, Canada e Corea del Sud.