Stalle in forma di bue e amache dell’amore

Houston. Uno dei più originali e fascinosi tra i disegnatori, architetti e cartografi del suo tempo, ed anche tra i più licenziosi, Jean-Jacques Lequeu (1757–1826), sei mesi prima di morire lasciò il suo patrimonio di centinaia di opere su carta alla Bibliothèque nationale de France. E ora, in collaborazione con la stessa, la Menil Collection di Houston organizza la mostra a lui dedicata dal titolo «Jean-Jacques Lequeu: Visionary Architect, Drawings from the Bibliothèque nationale de France», che comprende cinquanta disegni e sarà in esposizione fino al prossimo 5 gennaio. Lequeu, uomo del suo tempo, tra i fasti e gli eccessi di Versailles e l’uragano della Rivoluzione, produsse opere di un’inventiva straordinaria. Progettò una stalla per i buoi in forma di un gigantesco bovino Assiro; disegnò una fontana per un tabernacolo di una cattedrale gotica con evidente richiamo all’anatomia sessuale maschile; e produsse una serie di dipinti dal titolo «L’amaca dell’amore», una fantasia di vedute di un giardino erotico che la Bibliotèque nationale conserva gelosamente in un settore a parte perché ritenute pornografiche. Nessuno dei suoi progetti fu mai eseguito. La sua architettura per grandiosità e bizzarria rimane nel gruppo dell’«architettura di carta», ma il suo genio creativo e il suo talento sono, a partire dagli ultimi anni ormai considerati al pari di quelli di Claude-Nicolas Ledoux e di Étienne-Louis Boullée, i più celebri tra gli esponenti dell’«architettura visionaria». Nella foto, «Uomo che sbadiglia» (fine Settecento).

Viviana Bucarelli