Siamo alla frutta e alla verdura

Un apparente cambio di destinazione d’uso è in corso al civico 149 di via Tiburtina. La porta vetrata che dal 2015 segna l’ingresso della galleria Matèria ora è opacizzata da una vernice bianca, di quelle che si usano quando ci sono lavori all’interno di un negozio. Varcata la soglia, colpisce un pungente profumo di erbe aromatiche e una scritta al neon in stampatello: «frutta e verdura». Nella seconda stanza si scorge un’imponente struttura di metallo che sorregge numerose cassette contenenti frutta e ortaggi di stagione. Ma nessuna conversione di finalità commerciali è avvenuta: è semplicemente la mostra di Giuseppe De Mattia (Bari, 1980), a cura di Vasco Forconi. Come spesso ha fatto in passato, l’artista pugliese con il suo lavoro porta avanti un’ironica indagine sulle modalità di produzione, vendita e consumo dell’opera d’arte, con rimandi, in questo caso, alla tradizione della natura morta, a pratiche legate alla critica istituzionale, all’arte relazionale (era possibile, durante l’inaugurazione, comprare un frutto, incartato con una velina d’artista). Aggiungendo, però, un’ulteriore chiave di lettura: tra i prodotti della natura sono infatti «camuffati» dei vegetali in ceramica, realizzati dall’artista in collaborazione con il Museo Zauli di Faenza. Un espediente che occhieggia al pop ma che evoca una riflessione sul concetto di naturale e artificiale, dal momento che, nel corso della mostra (che chiuderà il 21 gennaio), una parte dell’originaria esposizione subirà dei mutamenti, sia olfattivi che visivi, l’altra no. Nella foto, un dettaglio dell’installazione «Esposizione di frutta e verdura».

Si.M.