Quando Man Ray rayografava nel Saarland

Saarbrücken. Cosa ci può essere ancora da dire su Man Ray, i suoi viaggi e le sue frequentazioni europee? Ad esempio che fece una mostra nel Saarland, la regione situata all’estremo lembo occidentale dell’attuale Germania, a lungo da essa separata e infine annessa solo nel 1957. Ciò spiega la presenza del fotografo americano nella sua capitale Saarbrücken negli anni ’50 quando tornò in Francia subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. La mostra che il Saarlandmuseum-Moderne Galerie Saarbrücken gli dedica dal 7 dicembre all’8 marzo racconta di quegli anni 1951-54 in Europa e del soggiorno di Man Ray proprio in questa cittadina sul fiume Saar, nel 1952, anche se ne rimangono poche artistiche tracce. Perciò la curatela ha cercato di comprendere se e quanto il maestro dadaista/surrealista di Filadelfia fece in quei mesi abbia giocato un ruolo di particolare importanza nel suo procedere creativo e nella ricezione del suo lavoro anche cinematografico fra Europa e Usa. Per questo vengono mostrate in parallelo anche opere di Bruce Nauman, lo scultore, fotografo videoartista e performance artist statunitense, che in quel Man Ray trova la sua principale fonte di ispirazione; e naturalmente alcuni celeberrimi nudi con solarizzazioni e rayografie (i fotogrammi per cui Man Ray creò un neologismo tutto suo) note in tutto il mondo insieme ad alcuni famosi dipinti e altri oggetti di sua proprietà a fare da contorno. Nella foto, «Mannequin, Adieu Foulard» (1938).

Francesca Petretto