Oro, indaco e lapislazzuli glorificano Crivelli

Città del Vaticano. Per la rassegna «Museums at Work», piccole ma preziose esposizioni dedicate ad acquisizioni e recenti restauri effettuati dai Musei Vaticani, la Sala XVII della Pinacoteca Vaticana accoglie, fino al 21 gennaio, tre opere di Carlo Crivelli: il polittico a cinque scomparti della «Madonna con il Bambino e santi» (1481), la «Madonna con il Bambino» (1482, nella foto), forse elemento centrale di uno smembrato polittico, e la lunetta della «Pietà» (1488-89). I tre dipinti che compongono la mostra «L’oro di Crivelli», sono esemplificativi dello stile del pittore veneziano (1435-94), in cui si conciliano rigore prospettico rinascimentale e decorativismo tardogotico del fondo oro. Le opere, dipinte a tempera su tavola e parte delle collezioni dei Musei del papa, sono state oggetto di restauri, eseguiti in tempi diversi, finanziati dai Patrons of the Arts in the Vatican Museums, sostenitori americani dei Musei Vaticani. Le indagini diagnostiche hanno consentito di individuare interessanti aspetti riguardo alla tecnica e ai pigmenti adoperati dal pittore, come l’utilizzo dell’indaco per la «Madonna con il Bambino», e del lapislazzuli per la «Pietà».

Ar.An.