L’arte agli antipodi

Dopo le collettive «Africa» (2017) e «Brasile» (2018), il PAC di Milano torna a esplorare l’arte contemporanea di nazioni e continenti extraeuropei con la mostra «Australia: Storie dagli antipodi» (dal 17 dicembre al 9 febbraio). A cura di Eugenio Viola, il progetto espositivo rappresenta la più ampia ricognizione sull’arte australiana di oggi mai realizzata al di fuori del continente. 32 i protagonisti della mostra, da artisti appartenenti a comunità aborigene e «First Nations» a quelli originari da altre regioni del mondo (Pacifico, Europa, Asia e Americhe), le cui pratiche indagano la diversità culturale spesso incarnata dalle loro stesse biografie. Fra i nomi più noti, Fiona Hall, Jill Orr e Angelica Mesiti, artiste mid-career che hanno esposto internazionalmente, e i cui lavori saranno presentati insieme a opere di artisti emergenti. Dipinti, installazioni, sculture, disegni, fotografie, video e performance (con alcune nuove produzioni) occupano il padiglione meneghino; mentre i temi spaziano da questioni di genere e razza a riflessioni su identità, postcolonialismo e storie represse o contestate. Ad animare la settimana di apertura vi saranno le live performance di Mike Parr (16 dicembre) e Marco Fusinato (17) e la proiezione del film «Terror Nullius» del collettivo Soda Jerk, per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione con il MIC Museo Interattivo del Cinema di Milano. Nella foto «Museum of Others (Othering the Art Critic, John Ruskin)» (2016) di Christian Thompson.

Federico Florian