L’anima nera degli Usa

San Francisco. Ad Oakland, in California, nel 1966, Huey P. Newton e Bobby Seale fondarono il Black Panther Party of Self-Defense che richiedeva libertà, diritto al lavoro e immediata cessazione della violenza sui cittadini afro-americani. Ed è per questo che la California ha un valore storico e simbolico particolare per questa parte di storia del Paese. E per questo motivo è particolarmente significativo l’allestimento al Young Museum di San Francisco della mostra «Soul of a Nation: Art in the Age of Black Power 1963-1983» che, fino al prossimo 15 marzo, espone l’opera di sessanta artisti afro-americani, tra cui i grandissimi Romare Bearden, David Hammons e Roy DeCarava. Particolare attenzione viene dedicata agli artisti della Bay Area che promossero l’identità storica e culturale afro-americana, l’attivismo sociale e politico ma ridiscussero anche il ruolo degli artisti afro-americani all’interno del mondo dell’arte. Nella prima sezione, la mostra presenta l’opera del gruppo Spiral collective fondato da Romare Bearden, Charles Alston, Norman Lewis e Hale Woodruff nel 1963, che espose soltanto lavori in «bianco e nero» e ribadì che gli artisti afro-americani rivendicassero uno spazio all’interno del mondo dell’arte al di là delle questioni politiche. Lewis disse infatti: «Il nostro gruppo si prefigge un obiettivo di largo respiro… Questioni politiche e sociali non dovrebbero essere la preoccupazione principale di un artista; l’idea estetica è quella che deve prevalere». Mentre l’ultima stanza è dedicata a Just Above Midtown (JAM), galleria, laboratorio e «centro di energia creativa» fondato nel 1974, e alla sua influenza sulle generazioni più giovani. Nella foto, «Shadows, New York» (1961) di Adger Cowans.