L’altro Gurlitt

Una mostra al Lentos Kunstmuseum sul cugino del mercante delle opere razziate dai nazisti

Linz (Austria). Personaggio fortemente sfaccettato, dalla vita avventurosa e spregiudicata, piena di alti e bassi, dopo la sua morte nel 1965 Wolfgang Gurlitt non ha avuto un rigurgito di notorietà paragonabile a quello del cugino Hildebrand Gurlitt, uno degli art dealer del regime nazista, il cui figlio Cornelius finì nel 2012 nel mirino degli inquirenti tedeschi per quelle ormai celebri 1.500 opere di incerta provenienza, ammassate nelle sue case di Monaco e Salisburgo e successivamente lasciate in eredità al Kunstmuseum di Berna.
Come il cugino Hildebrand, Wolfgang fu gallerista, mercante d’arte e collezionista di spicco, promotore di arte contemporanea e di artisti «degenerati» (numerosi dei quali suoi amici), ma anche ispiratore e intermediario di transazioni di arte razziata (cfr. n. 400, set. ’19, p. 20). Dopo la guerra, come il cugino, Wolfgang ricominciò un’intensa attività nel mondo dell’arte. Si stabilì dapprima nel salisburghese e nel 1946 fu cofondatore del museo di belle arti di Linz, dove diede vita a un centinaio di mostre, ma che gestì con disinvoltura, essendo allo stesso tempo direttore dell’istituzione pubblica e mercante d’arte: un conflitto che indusse la municipalità a cercare a lungo e senza successo di cancellare l’ingombrante nome di Gurlitt dalla denominazione del museo (Neue Galerie der Stadt Linz /Wolfgang-Gurlitt-Museum) e nel 1956 a dimissionarlo. La situazione win-win che aveva prodotto la nascita del museo, si trasformò in annosa controversia legale.
Dal 2003 la costruzione della nuova sede del museo in riva al Danubio ha consentito di assumere un nuovo nome: Lentos Kunstmuseum Linz e dal 1998 è stata istituita al suo interno una commissione sulla provenienza delle 111 opere (84 dipinti, 33 disegni e una collezione di lavori di Alfred Kubin) che tra il 1953 e il 1956 Gurlitt aveva venduto alla città per il museo, fra cui lavori di spicco di Klimt, Max Pechstein, Schiele, Lovis Corinth, Kokoschka. Finora 64 di quelle opere sono state sondate nella provenienza e 13 sono state restituite. Con la mostra dal titolo «Wolfgang Gurlitt. Zauberprinz» (Wolfgang Gurlitt. Principe delle fate) curata dalla stessa direttrice Elisabeth Nowak-Thaller e con un corposo catalogo, il Lentos indaga ora sull’ambivalente personalità di Wolfgang Gurlitt, esponendo opere dalle sue collezioni di casa, e approfondendo il destino dei 13 quadri finora restituiti, fra cui il ritratto di Ria Munk che Klimt realizzò nel 1917-18. Dopo la chiusura il 19 gennaio, dall’8 febbraio la mostra si trasferirà a Würzburg al Museum im Kulturspeicher, che da Gurlitt acquistò 130 opere.

Flavia Foradini