L’Africa è donna

Tre artiste africane, due dal Sud Africa (Jeanne Gaigher, 1990, e Marlene Steyn, 1989) e una (Kresiah Mukwazhi, 1992) dallo Zimbabwe, sono le protagoniste della mostra «African Texture», presentata da Osart Gallery fino all’1 febbraio. Jeanne Gaigher realizza i suoi lavori su più strati sovrapposti di tessuto, sui quali interviene con colori acrilici, inchiostri e intarsi di altri tessuti. Con essi crea immagini che evocano momenti di vita vissuta, colti con lo smartphone e poi composti assecondando il caso. Una schietta figurazione è invece il linguaggio scelto dalla Steyn nei suoi lavori realizzati su tele prive di telaio, quasi fossero drappi, dove traccia (con oli, acrilici, inchiostri, frammenti di plastilina e materiali di recupero) una sequenza d’immagini dense di stratificazioni simboliche (nella foto, «Couple Face Suit (The palmtree version)», 2013). La Mukwazhi è la più attenta all’indagine sociale e alla denuncia della condizione femminile in Africa, schiacciata da una cultura brutalmente maschilista, spesso esercitata anche con rituali di magia nera a sfondo sessuale (tuttora praticati nello Zimbabwe), che l’artista racconta servendosi anche
di capi di biancheria intima femminile.

Ada Masoero