Inciso, bruciato e salvato

Strasburgo. Mentre la Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe dedica una grande retropettiva a Hans Baldung Grien (cfr. lo scorso numero, p. 28), il Musée de l’Œuvre Notre-Dame accoglie a sua volta fino all’8 marzo, una mostra dedicata al maestro del Rinascimento tedesco (1484/85-1545). Il museo di Strasburgo, città che l’artista raggiunse dopo aver studiato nella bottega di Dürer a Norimberga e dove si svolse la maggior parte della sua carriera, ha prestato alla mostra di Karlsruhe i suoi cinque dipinti, di solito esposti nel percorso permanente. Per la propria mostra, intitolata «Sguardi su Hans Baldung Grien», ha dunque attinto al fondo del Cabinet des Estampes et des Dessins della città che possiede 38 incisioni dell’artista (nella foto, «Il palafreniere stregato», 1544 ca). Più noto come pittore, Baldung Grien fu infatti anche un prolifico incisore. In mostra si ripercorre anche la vicenda sfortunata, di cui si spera il lieto fine, del dipinto «La lapidazione di Santo Stefano», del 1522, che nell’incendio del 1947 del Palais Rohan, sede dei musei della città, subì molti danni. Oggi il dipinto è al C2RMF, il Laboratorio di ricerca e restauro dei musei di Francia, a Parigi. Tecniche recenti potrebbero permettere di recuperare l’opera, che si pensava persa per sempre.

Luana De Micco