I Puttini di Giulio

Mantova. Nella importante mostra dedicata a Giulio Romano, «Con nuova e stravagante maniera» (cfr. n. 400, set. ’19, p. 7), che ad oggi registra oltre 20mila visitatori, merita un focus la storia dell’arazzo «Venere spiata da un satiro, con i puttini». Commissionato da Federico II Gonzaga alla manifattura del fiammingo Nicola Karcher (notizie a Ferrara dal 1517 [?] – Mantova, 1562), il grande arazzo, 410×450 cm, è stato ordito a 6-7 fili nel 1539-40, partendo da un cartone di Giulio Romano, come primo elemento della serie detta «dei Puttini». «Prodotto di un’eccezionale congiunzione mecenatesca e artistica, tutta italiana e che ebbe luogo in uno degli snodi fondamentali della storia della Penisola in uno dei suoi momenti più fulgidi, il panno, ha scritto Nello Forti Grazzini nella sua expertise del 2007, va annoverato tra i grandi capolavori della storia dell’arte» ed è l’unico esempio superstite della produzione di Karcher a Mantova nei pochi mesi (novembre 1539- giugno 1540) in cui fu attivo per Federico II. Già appartenuto a una collezione privata viennese e poi a Federico Zeri, l’arazzo è infine pervenuto all’antiquario modenese Raffaele Verolino che lo ha prestato alla mostra mantovana, dove sarà visibile fino al 6 gennaio.

Alessandra Ruffino