Goya: volontà da vendere

Madrid. Due conservatori del Museo del Prado, Manuela Mena e José Manuel Matilla da cinque anni lavorando al catalogo ragionato dei disegni di Goya, frutto dell’accordo di collaborazione firmato nel 2014 dal museo madrileno e dalla Fundación Botín di Santander. Il risultato si cristallizza nella pubblicazione del primo dei cinque volumi che riuniranno le opere su carta dell’artista e nella mostra «Goya. Disegni. Solo la voluntad me sobra» che fino al 16 febbraio presenta al Prado un centinaio di opere del museo e di collezioni internazionali. Vi figurano, in ordine cronologico, disegni rappresentativi di tutti gli aspetti della produzione di Goya, dal «Cuaderno italiano» (nella foto) agli album di Bordeaux. Da quando nel 1973 è stato pubblicato il catalogo Gassier il numero di attribuzioni (un migliaio) è mutato, rendendo indispensabile un aggiornamento. Di recente sono stati espunti sei disegni: un ritratto del museo di Boston, due dell’Accademia di Saragozza, uno dell’Instituto Valencia de Don Juan, un altro in collezione privata e il «San Francesco Borgia» del Prado. Il museo, però, si rifà attribuendo a Goya un disegno preparatorio per «La prateria di San Isidro» e una lettera indirizzata all’amico Martín Zapater, che ha riacceso la diatriba sulla presunta omosessualità del pittore.

Roberta Bosco