Eroi al led

Washington. Los Carpinteros, il duo di artisti cubani formato da Marco Castillo e Dagoberto Rodríguez, ha riportato al centro dell’attenzione dell’opera d’arte contemporanea il lavoro manuale, combinato felicemente architettura, design, scultura, disegno, video e performance, ha «giocato sul concetto di funzionale e inutile» secondo le loro stesse parole e, allo stesso tempo, attraverso tutto questo, ha sempre affrontato i temi più scottanti del nostro tempo, come il progresso e lo sviluppo, la tecnologia e l’inquinamento, il caos e la poesia delle metropoli moderne. Sempre con un’ottima dose di senso dell’umorismo. In passato, Castillo e Rodríguez hanno realizzato gigantesche strutture con i Lego, hanno costruito modelli di strutture ispirati all’opera del filosofo Michel Foucault e alle sue idee sul modello «panopticon» delle carceri, e hanno creato performance della danza tradizionale cubana, la conga, in cui un folto gruppo di ballerini percorre una lunga via centrale di Madrid all’indietro. E ora, nella mostra della Philips Collection dal titolo «Intersections: Los Carpinteros, Cuba Va!» fino al 12 gennaio, presentano due video del 2018, «Comodato» e «Retractil» e una serie di ritratti di eroi rivoluzionari illuminati dai led. Come suggerisce il titolo, questa nuova serie di progetti racconta il passato e il presente al tempo stesso, parla della Cuba contemporanea e del suo rapporto vivace, appassionato e contradditorio con la sua tradizione e costituisce il primo progetto museale del gruppo dopo la pausa temporanea della loro separazione nel 2018. Nella foto, «It’s not Che, it’s Simón» (2017).