Dissacranti sperimentatori

Amburgo. Curata da Sandra Pisot, la mostra di Kunsthalle Hamburg «Goya, Fragonard, Tiepolo. La libertà della pittura» dal 13 dicembre al 13 aprile chiude le celebrazioni per i primi 150 anni dell’istituzione tedesca, aprendo un capitolo fra i più interessanti sull’arte del XVIII secolo raccontata attraverso l’opera di tre suoi sommi maestri: Francisco José de Goya y Lucientes (1746-1828), Jean-Honoré Fragonard (1732-1806) e Giovanni Battista Tiepolo (1696-1770), accompagnato quest’ultimo dal figlio Giovanni Domenico (1727-1804). Arte, scienze e sapere raggiungono nell’epoca dei grandi sconvolgimenti politici, ideologici e sociali il loro apogeo: tra Madrid, Parigi e Venezia, Francisco, Jean-Honoré e Giambattista reagiscono con la loro arte alla nuova Weltanschauung illuminista, sviluppando linguaggi formali più radicali e trasformando per sempre le norme artistiche di un canone che violano ripetutamente contro ogni convenzione. Si stanno gettando le basi della modernità, si appropinqua la Rivoluzione Francese; dall’Età dei Lumi in poi il mondo non sarà più come prima. Kunsthalle lo racconta servendosi dei pezzi forti della sua collezione che affianca con importanti prestiti, oltre 100 pezzi, di musei nazionali ed internazionali fra dipinti, disegni ed incisioni che guidano il visitatore in un viaggio nell’Europa delle contraddizioni, in un’arte attraversata da moti d’animo che ispirano stili radicalmente personali e riflessivi. Per la prima volta il lavoro dei tre grandi artisti viene portato su un piano comune: quello della liberazione dalle convenzioni e della voglia di una dissacrante sperimentazione. Nella foto, «Il filosofo» (1764 ca) di Jean-Honoré Fragonard.

Francesca Petretto