Autostrada per la Tate

Londra. «La tecnologia ci ha messo in uno strano posto dove non siamo mai completamente presenti», ha dichiarato Mark Leckey, vincitore del Turner Prize 2008. La relazione tra tecnologia e cultura popolare, così come gli effetti dell’innovazione tecnologica sul modo in cui percepiamo la realtà, sono al centro della pratica multimediale di Leckey (1964, di stanza a Londra): una pratica plasmata, sin dai suoi esordi negli anni ’90, dall’avvento di YouTube e dalla progressiva digitalizzazione. «Fiorucci Made Me Hardcore» (1990), forse il suo film più noto, è un collage di video YouTube girati in piste da ballo: una piccola storia visuale dei club underground britannici che abbraccia quasi tre decenni di musica e danze, dagli anni ’70 agli anni ’90. Questo e altri lavori sono in mostra in un’ampia personale a lui dedicata presso la Tate Britain («O’ Magic Power of Bleakness», fino al 5 gennaio); all’interno di un ambiente teatrale e immersivo, popolato da visioni e suoni spettrali, l’esposizione, a cura di Clarrie Wallis ed Elsa Coustou, include opere sia nuove che esistenti (nella foto, una veduta dell’installazione «Dream English, Kid 1964-1999 AD» a Cabinet, Londra 2015). Il cuore della mostra è occupato dalla replica di un ponte autostradale sulla M53, uno dei luoghi dell’infanzia di Leckey: l’installazione diviene qui il set di una surreale opera audio, in parte ispirata a episodi di gioventù dell’artista.

F.Flo.