Abbracciamoci di nuovo

Padova. Un esplicito intento etico e sociale sostiene la mostra «Incontro e abbraccio nella scultura del Novecento da Rodin a Mitoraj» (fino al 12 gennaio), curata presso il Palazzo del Monte di Pietà da Alfonso Pluchinotta, medico e storico della medicina, con la collaborazione della storica dell’arte Maria Beatrice Autizi. 130 sculture strutturano una mostra tematica imperniata intorno al linguaggio corporeo e al più solidale dei gesti, l’abbraccio, attraverso opere che, da «Le Bourgeois pleurant» di Auguste Rodin a «Il bacio dell’Angelo» di Igor Mitoraj, includono capolavori come «Alma del Quijote» di Salvador Dalí, «Ettore e Andromaca» di Giorgio de Chirico, «Prière de toucher» di Marcel Duchamp, «Helping Hand» di Pablo Picasso, «Figliol Prodigo» di Arturo Martini (nella foto). In contrapposizione all’indifferenza e alla chiusura che spesso contraddistinguono la società contemporanea, la mostra offre una visione dell’uomo solidale e disponibile all’incontro con l’altro. «Nell’epoca digitale l’Umanesimo appare sempre più lontano, scavalcato dalla velocità e dalle nuove possibilità di comunicazione, sostiene Pluchinotta. Ci stiamo diseducando alla tridimensionalità, al tatto, alla durata che genera rappresentazione, rischiando così di diventare frettolosi, meno capaci di cogliere le disposizioni dell’animo e dell’affettività». Affiancata da incontri con psichiatri, psicologi e filosofi, la mostra è promossa dalla Fondazione Salus Pueri (cui andranno le libere offerte d’ingresso), onlus creata nel 1992 per consentire alla Pediatria del Policlinico padovano di diventare sempre più accogliente.

Elena Franzoia