Traiettorie atipiche

Fotografie, disegni, installazioni: un’«altra» scena artistica francese

Parigi. Il Palais de Tokyo riunisce i lavori di 44 artisti e collettivi di artisti, nati tra il 1930 e il 1990, francesi e no, che lavorano in Francia o all’estero, ma che sono legati a questo Paese e che, attraverso le loro traiettorie di lavoro e di vita atipiche, rappresentano un’«altra» scena artistica francese. Il progetto si intitola «Futuro, antico, fuggitivo» ed è presentato fino al 5 gennaio. Il percorso si apre con gli scatti di Pierre Joseph (Caen, 1965), «Fotografie senza fine» (2019), un «muro di more», che rinvia alla problematica contemporanea del disastro ecologico e dell’estinzione delle specie. Seguono le installazioni di Anne Le Troter (Saint-Etienne, 1985) e Fabienne Audéoud (Bensançon, 1968) che hanno in comune la tecnica dell’assemblaggio e del recupero di oggetti. Alain Séchas (Colombes, 1955) presenta una serie di disegni realizzati tra luglio 2018 e luglio 2019, ritratto senza concessioni, ma pieno di humour, della società odierna. Anche Grégoire Beil (Saint-Michel, 1981) analizza i sintomi delle malattie della nostra epoca nel suo «Roman national» (2018), una successione di brevi video realizzati in live via il social network Periscope sul tema dell’ossessione per l’immagine e le questioni di identità. In fine percorso, Nils Alix-Tabeling (Parigi, 1991) trova ispirazione nel folklore medievale e alle credenze popolari per affrontare temi attuali come l’ecologia e il genere, mentre Jean Claus (Saverne, 1939), autodidatta, attinge dalla mitologia greca per creare mobili, credenze e ambienti domestici strani e inquietanti. Carlotta Bailly-Borg (Parigi, 1984) infine realizza per il Palais de Tokyo una serie di pitture su lastre di vetro, presentate come dei paraventi, quindi non appoggiate al muro, su cui rappresenta figure androgine in movimento ispirandosi alle stampe erotiche giapponesi.

Luana De Micco