Performer per il Bauhaus

Performa, la biennale di arte performativa fondata da RoseLee Goldberg nel 2004, presenta l’ottava edizione dal primo al 24 novembre. Diffusa in varie sedi, Performa 19 rende omaggio al Bauhaus, in occasione del centenario. A partire dalla cena di gala dell’1 novembre, che vede gli invitati divisi in sette workshop, ciascuno guidato da un artista-capodipartimento: nostalgico tentativo di riportare in vita la mitica scuola di Weimar. «Il Bauhaus, ricorda la Goldberg, fu la prima scuola di arte e architettura ad avere un dipartimento di performance». Rientra nel programma della rassegna il primo lavoro teatrale di Kia LaBeija (nella foto «Untitled, Bauhaus», 2019) ispirato al terzo atto del Balletto triadico di Oskar Schlemmer, artista, designer e coreografo fra i protagonisti del Bauhuas. E ancora: Yvonne Rainer rimette in scena il lavoro del ’65 «Parts of Some Sextets»; Ed Atkins presenta all’Abrons Arts Center la sua prima opera teatrale («Refuse») mentre Nairy Baghramian e Maria Hassabi propongono la loro prima installazione collaborativa, fatta di sculture e live performance. Completano la rassegna i «Pavilions Without Walls», immaginari padiglioni nazionali che portano a New York progetti e pratiche performative dalla Svezia e da Taiwan. Fra questi, il lavoro di Chou Yu-Cheng, che esplora il funzionamento del commercio e della manodopera nel Financial District di Manhattan.

Federico Florian