L’Iran del passato e l’Iran di oggi

Berlino. Non capita spesso che il Pergamonmuseum accolga mostre di fotografia: l’ottava arte viene utilizzata di solito per documentare scavi effettuati in altri tempi o volti di mitici archeologi. È grazie al Museo d’Arte Islamica, ospite d’onore nelle sue sale, che si può talora assistere a speciali mostre interdisciplinari: stavolta il connubio vede protagonista l’opera di quattro fotografi e fotografe iraniani (Shadi Ghadirian, Taraneh Hemami, Arman Stepanian e Najaf Shokri) che mettono in scena ciascuno a suo modo il rapporto tra l’identità personale e del popolo iraniano col passato turbolento della nazione. Il dialogo coi reperti della collezione di casa si svolge dal 7 novembre al 26 gennaio nel Buchkunstkabinett e nella Mschatta-Saal del Pergamon, in mezzo a celebri meraviglie, e ha per titolo «Capturing the Past: il passato iraniano nella fotografia contemporanea». È un invito a mettere in discussione identità familiari, sociali e culturali: il passato (che sia la guerra Iran-Iraq o l’era Pahlavi, il pre rivoluzione o la conseguente, dolorosa emigrazione) le ha condizionate per sempre e continua a vivere, nonostante tutto, in ritratti, foto di passaporti, interni familiari del presente. Nella foto, uno scatto di Shadi Ghadirian dalla serie «Nil-Nil» (2008).

Francesca Petretto