Lentezza e pentimento

Carlo Fornara divisionista

Aosta. «Questa mostra vuole sottolineare l’adesione al primo Divisionismo di Carlo Fornara, anteriore all’incontro con Segantini». La curatrice Annie-Paule Quinsac sottolinea così uno dei concetti forti della mostra «Carlo Fornara e il Divisionismo», ospitata fino al 15 marzo al Museo Archeologico Regionale di Aosta. Il percorso espositivo, suddiviso in tre sezioni, propone 80 opere tra disegni e dipinti provenienti in buona parte da collezioni private, ma anche da musei come Ca’ Pesaro di Venezia e la Gam di Milano. La mostra rientra idealmente nelle celebrazioni per i cinquant’anni dalla morte di Fornara (1871-1968), iniziate l’anno scorso a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola (da poco conclusa e curata dalla stessa Quinsac).
L’ultimo decennio dell’800 e il primo del ’900 è il periodo su cui si concentra l’esposizione. L’obiettivo è superare i preconcetti nati dalla percezione di Carlo Fornara nella riduttiva veste di erede e imitatore di Giovanni Segantini. Certo, fu il suo assistente nell’estate 1898, e dopo la formazione vigezzina imparò profondamente la lezione del grande maestro morto tredici mesi più tardi. La sua maturazione divisionista arriva già con il suo capolavoro «En plein air» del 1897, che anticipa di alcuni mesi il suo incontro con Segantini. Infine, per la prima volta, la mostra di Aosta propone una dettagliata diagnostica delle opere di Carlo Fornara, fino ad adesso mai fatta, grazie alla collaborazione e al sostegno della Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C. e della Regione Piemonte. «Da questo studio, conclude Annie-Paule Quinsac, sono emersi elementi interessati. Sono stati individuati molti pentimenti ed è stato confermato il “modus operandi” di Fornara: lavorava lentamente realizzando immagini molto elaborate».

Emmanuele Bo