L’automa che smascherò Napoleone

Lusso e tecnologia dalle Kunstkammer dei principi europei

Il più grande diamante naturale del mondo, di 41 carati, risalente al 1700, la tavola alchemica dell’imperatore Rodolfo II (che fu mecenate di Keplero e dell’Arcimboldo allo stesso tempo), gli argenti della famiglia Esterházy che patrocinò Joseph Haydn e la sua musica nel XVIII secolo e raccolse una collezione d’arte straordinaria, tuttora nota come «Il tesoro Esterházy» e la ricostruzione di un semiautoma giocatore di scacchi, noto come «Il turco» che colse Napoleone sul fatto mentre barava al gioco: sono soltanto alcuni degli oggetti unici e meravigliosi che la mostra «Fare meraviglie: Scienza e splendore nelle corti d’Europa» del Metropolitan Museum of Art presenta dal 25 novembre al primo marzo. È la prima mostra nell’America del Nord che propone una selezione di oggetti così preziosi che raccontano il rapporto tra arte, scienza, tecnologia e passione per i passatempi di cui erano cultori i grandi principi e imperatori d’Europa tra la metà del Cinquecento e il 1750. Sono circa 170 oggetti che provengono in piccola parte dal patrimonio del Met ma in gran numero da circa 50 collezioni di tutto il mondo. L’esposizione comprende orologi, mobili, strumenti musicali, gioielli, pitture, sculture, stampe, oggetti meccanici di vario tipo e molto altro. È divisa in quattro sezioni: metalli preziosi, oggetti delle Kunstkammer, «princely tool» e orologi automatici e automi, la maggior parte dei quali non sono mai stati esposti negli Stati Uniti. L’ultima sezione, tra gli altri, include il «Disegnatore-scrittore» oggetto che ispirò il libro La straordinaria invenzione di Hugo Cabret (da cui Martin Scorsese ha tratto un film) e tuttora considerato l’antenato dei nostri computer.

Viviana Bucarelli