La solitudine dei numeri rotti

Darren Almond riflette su tempo e memoria

Per «In Temple Grounds», quinta personale alla Galleria Alfonso Artiaco dal 16 novembre al 4 gennaio, l’inglese Darren Almond (1971) sviluppa il tema cardine della sua ricerca, incentrata sui temi del tempo e della memoria, che affondano le radici nel vissuto e nell’infanzia dell’artista. Il nuovo ciclo di dipinti in mostra si pone in continuità con la questione che sin dagli esordi Almond approfondisce in video, fotografie e installazioni (tra cui «A Real Time Piece», 1996, videoinstallazione con l’immagine dello studio londinese dell’artista proiettata sul muro di un negozio in disuso e il suono dello scorrere dei numeri del flip-clock; «Tuesday (1440 Minutes)» (1997), serie fotografica che documenta il cambiamento della luce nello studio dell’artista ogni minuto per 24 ore; «Fullmoon», dove il tempo indagato coincide con quello dell’esposizione fotografica). Dal 2012 Almond si dedica a una nuova serie di lavori su tela, la cui superficie è divisa in pannelli, ognuno dei quali riporta la metà di un numero, mai coincidente con l’altra metà. Il nuovo ciclo di dipinti della serie forma un nuovo universo numerico, fatto di cifre tagliate, sovrapposte, talvolta illeggibili, disposte su fondi di foglia d’oro, d’argento e rame. In tal modo l’artista riesce a rappresentare un tempo che subisce interruzioni e che stenta a scorrere in modo lineare e logico, concedendosi variabili e combinazioni, ma anche la possibilità dell’inciampo, di rallentamenti e di disallineamenti.

Olga Scotto di Vettimo