Il talento di Mrs Riley

Londra. L’orologio del mercato dice che è tornato il tempo dell’astrattismo geonetrico e optical. Dunque è anche l’ora della terza retrospettiva di Bridget Riley (1931) alla Hayward Gallery, diretta da Ralph Rugoff, curatore dell’attuale Biennale di Venezia: la prima risale al 1971, tre anni dopo il conferimento, proprio alla Biennale, del Gran Premio per la Pittura all’artista londinese. La Riley, all’epoca, aveva già abbandonato il radicalismo dei suoi esordi, con i dipinti in bianco e nero dei primi anni Sessanta, inclusi tra le 200 opere dell’attuale mostra, e aveva optato per quel magistrale e piacevole uso del colore su grandi formati che l’ha accompagnata sino alle opere più recenti. La retrospettiva, proveniente dalle National Galleries of Scotland, supportata dalla Sotheby’s e aperta sino al 26 gennaio, include le uniche tre opere tridimensionali di Bridget Riley, disegni e studi preparatori, inclusi alcuni fogli dedicati a qualche rara trasgressione figurativa. Nella foto, «Blaze 1» (1962)

R.A.