Il lusso si addice agli arabi

Oggetti, gioielli, tappeti e abiti preziosi raccontano mutamenti d’epoca, culture e valori

Abu Dhabi. In «Diecimila anni di lusso», fino al 18 febbraio, il Louvre Abu Dhabi racconta una storia del lusso dall’antichità a oggi, passando per la moda e il design, per l’alta gioielleria e la decorazione d’interni. La mostra, curata da Olivier Gabet, direttore del Mad-Musée des arts décoratifs di Parigi, allestisce in un percorso cronologico in 12 sezioni, circa 350 oggetti di cui molti, come previsto dalla convenzione firmata tra Parigi e Abu Dhabi più di dieci anni fa, nel 2007, provengono da collezioni dei musei francesi. Ogni oggetto sintetizza la nozione di lusso in una data epoca. Tra i più antichi, un braccialetto del III secolo, d’oro massiccio coperto di ametiste e zaffiri, rinvenuto nella necropoli di Yahnour, in Siria, conservato dal dipartimento delle antichità del Louvre di Parigi. Tra i più recenti, una clessidra firmata Marc Newson del 2015. La mostra, ha detto il suo curatore, «permette una nuova comprensione del concetto di lusso e delle sue radici storiche». Il lusso insomma come «indicatore del contesto sociale, economico e politico di un’epoca» ma anche, tramite le tecniche e il tipo di materiali usati, dell’«evoluzione della nozione di valore nel corso della storia». Dal Musée des arts décoratifs della rue de Rivoli hanno fatto il viaggio una zuppiera d’argento firmata nel 1819 da Jean-Baptiste-Claude Odiot, illustre maison di oreficeria francese del Primo Impero, e un collier René Lalique d’oro e diamanti del 1900. Per la moda, sempre tra antico e moderno, sono allestiti tanto un ricco abito di velluto di seta ricamato con fili d’oro del 1867 che modelli d’alta moda più recenti firmati Dior, Balenciaga, Hermès, Vuitton o Chanel. Per Abu Dhabi è l’occasione di mostrare una selezione di oggetti della sua eclettica collezione, come un tappeto mamelucco egiziano del 1450-1500 e un samovar del primo Novecento (1904-5), il bollitore tradizionalmente usato in Russia, Iran e Turchia, disegnato dall’architetto austriaco Josef Hoffmann, cofondatore, nel 1903 a Vienna, del Wiener Werkstätte.

Luana De Micco