Il fascino discreto del vegetale

Madrid. Tra i suoi tesori sconosciuti il Real Jardín Botánico di Madrid annovera un’eccezionale collezione di disegni di vegetali, fossili e piante essiccate, creata in 40 anni dal medico, naturalista e pittore olandese Jan le Franq van Berkhey (Leida, 1729-1812) con lo scopo di riunire in forma ordinata e sistematica tutte le specie vegetali del mondo. La raccolta, che fu acquistata all’asta nel 1785 per volere di Carlo III, comprendeva più di 7mila opere tra disegni, acquerelli, xilografie e gouache, realizzate da van Berkhey e dai migliori illustratori botanici dell’epoca: 1.646 di quei lavori sono conservati a Madrid e non sono mai stati esposti prima d’ora. Per questo è così eccezionale la mostra «Regnum Vegetabile», curata da Esther García Guillén (Real Jardín Botánico) e da Mónica Vergés Alonso (Museo Nacional de Ciencias Naturales), che presenta fino all’8 dicembre una selezione di 94 pezzi, tra disegni, stampe, libri, erbari originali e piante essiccate, che rispecchiano gli sforzi del collezionismo dell’epoca per sintetizzare e comprendere la diversità del mondo vegetale. La mostra analizza anche la convivenza tra i vecchi e i nuovi sistemi di classificazione, che dalla seconda metà del ’700, sfoceranno nell’adozione del sistema universale ideato dal botanico svedese Linneo. «Questa collezione è un chiaro esempio dell’unione tra arte e scienza perché rappresenta caratteristiche scientifiche con un’innegabile bellezza artistica», commenta Esteban Manrique, direttore del Jardín Botánico di Madrid, che vanta un fondo di oltre 15mila illustrazioni botaniche, uno dei più importanti del mondo. Nella foto, «Bromelia ananas. Ananas comosus Merrill (Bromeliaceae)» (ante 1784), acquarello di autore anonimo.

Roberta Bosco