Il cronista d’arte e la sabbia in corridoio

Vanni Scheiwiller, editore e collezionista, con il duo Invernomuto

La Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea dedica fino al 19 gennaio una mostra, curata da Giuseppe Appella e Laura Novati, all’operato di uno dei più raffinati editori d’arte italiani: «Vanni Scheiwiller e l’arte da Wildt a Melotti». Di Scheiwiller (Milano 1934-99), editore di All’insegna del Pesce d’Oro, affidatagli diciassettenne dal padre nel 1951, la mostra ricostruisce, con un centinaio di opere di artisti del ’900 (accompagnate da documenti, libri, immagini), la storia, i gusti e la personalità. Non fu egli infatti solo editore di preziose pubblicazioni di artisti italiani e stranieri del secondo ’900 ma complice compagno di strada di molti di loro, a principiare dall’amico Fausto Melotti. Allo scultore milanese è dedicata per questo un’intera sala, come pure alla figura di Adolfo Wildt, nonno di Scheiwiller. Le altre opere, tutte in massima parte ancora nella sua casa milanese, sono, tra gli altri, di Burri, Capogrossi, Casorati, Castellani, Chillida, Consagra, de Chirico, Fillia, Fontana, Licini, Mafai, Arturo Martini, Morandi, Modigliani, Morellet, Munari, Opalka, Nigro, Novelli, Savinio, Scipione, Strazza, Vedova, Veronesi. Attento alle novità, nel ’62 pubblica le «8 tavole di accertamento» di Piero Manzoni (di cui fu compagno di liceo) e «Obsoleto» di Vincenzo Agnetti. Nello stesso anno conosce anche un giovanissimo Appella, coinvolgendolo in lavori, viaggi e nella cura editoriale, come da tradizione della casa editrice, di volumi sui grandi poeti del ’900 italiano. Laureato in storia dell’arte con una tesi su Alberto Savinio, Scheiwiller fu pure acuto critico d’arte (per quanto si definisse «cronista d’arte»): la mostra mette a fuoco anche questo aspetto. Nello stesso museo, in un ampio corridoio che ne unisce le due metà (la Connecting gallery), è allestita, fino al 12 gennaio, la mostra «Prima delle sabbie» di Invernomuto, duo artistico lombardo costituito da Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi. La mostra, curata da Massimo Minini, presenta sculture, installazioni e collage, e vede la collaborazione dell’American Academy di Roma e del Centro recupero fauna selvatica Lipu di Roma.

G.G.