I Picasso di Monsieur A***

Una delle più complete raccolte private di libri d’artista del «graveur peintre» spagnolo

«È stata la passione per l’iconografia artistica e per la carta stampata a indurmi alla ricerca e all’acquisizione dei volumi illustrati da Picasso, a tiratura limitata. Peraltro, vivendo io lontano dalle grandi città, senza conoscenza diretta di quel mondo e di quei “circuiti” nei quali Picasso era stato protagonista, nonché delle persone (editori, galleristi, mercanti, collezionisti) a lui contigui, non poteva che apparire, per un appassionato alle prime armi, una scommessa persa in partenza. Senonché, di volume in volume, tra acquisti in asta e a trattativa privata con collezionisti e commercianti del settore, il sogno un po’ folle di un giovane collezionista ambizioso era divenuto, in trent’anni anni, realtà». Così l’anonimo proprietario di una stupefacente raccolta di libri d’artista di Picasso racconta la sua avventura. Si tratta di una collezione museale, comprensiva di 114 titoli tra libri illustrati con incisioni originali, cataloghi e altre pubblicazioni corredati da una grafica originale, e da volumi ormai leggendari. Tra gli altri, i Poèmes di André Salmon, con la puntasecca «Les deux saltimbanques» del 1905, nel cuore del periodo rosa; Le Siège de Jerusalem di Max Jacob, contenente un’acquaforte e due puntesecche del periodo cubista; Sueño y mentira de Franco, due acqueforti e acquetinte accompagnate da un poema in prosa dello stesso Picasso, datato 1937, l’anno di «Guernica».
«Costituita tra il 1980 e il 2015 da un appassionato italiano, la collezione si pone come un’antologia delle tematiche più proprie dell’artista spagnolo. Le incisioni contenute in questi volumi erano espressamente concepite per illustrare un testo, spesso di scrittori amici, quali Max Jacob, Tristan Tzara, Paul Eluard, Jean Cocteau, con impaginazione da parte dei sommi grafici designer come Iliazd e PAB (Pierre André Benoit, straordinaria figura di poeta ed editore, Ndr)», spiega Umberto Pregliasco, che propone la collezione di «Monsieur A***» sino al 23 novembre nella sua sede newyorkese PrPh Books.
«Alcuni esemplari, specifica Pregliasco, sono speciali, su carte distinte, con rilegature di lusso di Bonet, Martin, Gras, Cretté, oppure con dedica o disegni di Picasso o degli autori del testo». La cronologia raggiunge il 1972 (e Picasso, che amava definirsi «graveur-peintre», ribaltando il tradizionale binomio e assegnando all’incisione un ruolo primario nella sua produzione, fu attivo su lastre e torchi sino alla fine). Dunque comprende tutti i temi picassiani: l’erotismo nel rapporto pittore-modella; la corrida, in Tauromaquia di José Delgado alias Pepe Illo, unico grande libro d’artista di Picasso stampato in Spagna, inclusivo di una puntasecca e 26 incisioni alla «maniera a zucchero»; l’omaggio ai grandi maestri, tra i quali El Greco, ed ecco le dodici acqueforti e il bulino concepiti nel 1969 per El entierro del Conde de Orgaz, con una prefazione di Rafael Alberti. La collezione rivela la straordinaria vocazione sperimentale di Picasso, una facoltà che nella grafica si esprime attraverso le tecniche tradizionali ma anche nell’uso di nuovi supporti, come la celluloide. Quanto alle legature, spesso era lo stesso Picasso a reinventarsi tipografo, ad esempio concependo la composizione della copertina di La rose et le chien di Tristan Tzara (1959). I prezzi, per i volumi di maggiore rarità, possono raggiungere quote tra i 10mila e i 50mila euro; ma l’obiettivo di Pregliasco è trovare un acquirente disposto a non smembrare la collezione («penso al possessore di un olio di Picasso che voglia trovare una degna compagna a quell’opera», auspica il gallerista torinese) il cui valore globale potrebbe aggirarsi sui 6 milioni di dollari.

Franco Fanelli