Hic et nunc

Strasburgo. Fino al 12 gennaio, il Musée d’art moderne et contemporain di Strasburgo presenta la mostra «Käthe Kollwitz. Voglio agire in questo tempo», prima retrospettiva in Francia dedicata all’artista tedesca che, con le sue intense litografie, rappresentò gli orrori della guerra e dette voce ai più umili. Käthe Kollwitz (1867-1945), nata nell’Impero prussiano di fine ’800, visse a cavallo dei due conflitti mondiali, conobbe la repubblica di Weimar e l’emergere del nazionalsocialismo. Dopo gli studi d’arte tra Berlino, Monaco di Baviera e Parigi, esplorò diversi linguaggi visivi, fu anche pittrice e scultrice. Terminò il suo primo ciclo di tre litografie, «Povertà», «Morte» e «Cospirazione», nel 1897, ispirandosi alla pièce di teatro «La Rivolta dei tessitori» di Gerhard Hauptmann. Trasse ispirazione anche dai romanzi sociali di Dickens e Zola. L’altro grande ciclo di litografie «La guerra dei contadini», realizzato tra il 1901 e il 1908, rinvia all’insurrezione nelle campagne tedesche del 1524-26. Nel 1921-22 incide su legno la serie «Guerra», che esprime il dolore di una madre dopo la perdita del figlio, appena diciottenne, caduto sul fronte. In un percorso cronologico, la mostra allestisce 170 opere, con alcune delle serie di incisioni più note, le sculture di grande formato, tra cui la toccante «Pietà» di bronzo del 1937-39 (nella foto) e numerosi autoritratti. Il museo di Strasburgo attinge alle sue collezioni, ma ha lavorato anche insieme al Käthe Kollwitz Musem di Colonia, che possiede la più grande collezione al mondo di opere dell’artista. È da Colonia che arriva anche il famoso manifesto pacifista del 1924 «Mai più la guerra».

Luana De Micco