Faccende ottuse

Attiva da vent’anni, la Galleria Umberto Di Marino ha costruito la propria identità indagando i più attuali temi sociali e politici. Con il progetto «Visto da qui» si propongono dei focus di approfondimento attraverso la rilettura delle opere in deposito. Procedendo dal lavoro di Alighiero Boetti «La natura, una faccenda ottusa», il progetto continua con una riflessione sulla Natura e il paesaggio contemporaneo attraverso la ricerca di Alberto Di Fabio (12-23 novembre) e di Eugenio Tibaldi (26 novembre- 7 dicembre), preceduti da Sergio Vega (fino al 7 novembre). Le «Montagne» di Alberto Di Fabio partono dall’osservazione dei luoghi natii dell’artista, i paesaggi abruzzesi. Le montagne sono uno strumento di indagine morfologica, ma anche percettiva di cui di Fabio si serve per la ricerca in quegli anni (nella foto, «Montagne rosse», 1994).Le tre opere del ciclo «Landscape» di Tibaldi, invece, documentano, attraverso la fotografia e interventi di pittura, il paesaggio delle periferie urbane, dominato dall’intervento manipolatore dell’uomo: montagne di gomma, foreste di cartelloni pubblicitari, che negano qualsiasi possibilità comunicativa, precarietà abitativa, con case che sono dei perenni cantieri.

Olga Scotto di Vettimo